Magliamo' solo fatti in plastic canvas
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Una storia di fiori, allergia e tanta cura

Devi sapere che la primavera ed io abbiamo, da quando sono nata, un rapporto di amore e odio.

Faccio parte di quel 10% della popolazione italiana che soffre di allergie e intolleranze.

Nel caso della splendida stagione in cui i prati diventano verdi, appena si alza la temperatura ecco che il mio naso trilla come quello della protagonista di “Vita da strega”: resisto sì e no 10 minuti e poi comincio a starnutire come non ci fosse un domani.

Quando però le giornate invitano a trascorrere un po’ di tempo all’aperto, a me viene una voglia irrefrenabile di scrivere sotto la luce del sole, sentirne il calore.

Adesso poi che sono a casa dei miei suoceri e che posso rimanere all’aperto più a lungo nel prato di proprietà privata, ecco che ho trovato spontaneamente l’ispirazione per raccontarti una nuova storia in plastic canvas.

STORIA DI FIORI, ALLERGIA E TANTA CURA.

Provo a raccontarti tutto come tu potessi vivere con me questa esperienza.

Quando decido di intrattenermi all’aperto, scelgo angoli del mio terrazzo o del prato di casa che mi accolgano, che mi facciano una coccola.

Ho un tavolino in legno pieghevole facile da posizionare dove più mi piace.

Prima di riempirlo con tutto l’occorrente per leggere, scrivere o lavorare (chi ha inventato il tablet ha tutta la mia riconoscenza!) creo l’atmosfera.

Scelgo fiori da mettere in un vaso. I tulipani mi piacciono perché nella loro forma a turbante riescono a trattenere luce solare che rende splendenti i petali, ora arancioni ora gialli.

E mia suocera li coltiva lei stessa, senza sapere che sono tra i miei fiori preferiti.

Essendo un soggetto allergico, che ama la primavera ma che riesce a viverla facendo grande fatica, devo premunirmi con un buon antistaminico e procurarmi una confezione di kleenex da tenere a portata di mano sul tavolino.

Ma se c’è una cosa che non riesco a sopportare a lungo è vedere gli oggetti “mal vestiti”.

Soprattutto se devo lavorare ad un nuovo progetto, non mi piace che a distrarmi ci sia qualcosa di stonato intorno a me come dei kleenex in una scatola di cartone spesso mal illustrata.In questo senso, il plastic canvas mi dà la grande opportunità, con pochi passaggi, di rivestire un oggetto come questo così possa essere perfetto per il contesto cui è destinato.

E’ nato così il MIO porta kleenex in plastic canvas.

Porta-kleenex-plastic-canvas

Da un semplice foglio da 7 pollici trasparente, ho ritagliato i pezzi che compongono il porta kleenex, dopo aver preso le misure della scatola.

La parte da “re” in questo semplice progetto la fa il filato.

Ho scelto un colore neutro – beige puntinato da piccoli tocchi di colore – di un filato misto cotone di gran qualità (lo adopero anche per gli accessori donna che dedico a questa stagione – se non hai visto la MIA pochette Giuggi vai QUI per dare un’occhiata veloce).

Ne ho potenziato la resa scegliendo un punto di ricamo che al tatto sembra darti una carezza, come toccassi un pullover di lana mohair, pur avendo usato il cotone.

E quando ho chiuso il porta kleenex ne ho tratteggiato i bordi del mio colore preferito, una nuance chiara di blu.

Ma la cura, terzo ingrediente di questa storia, non è stata solo quella.

Coltivo da qualche tempo con Anna Maria di Fantasie a Mano una “collaborazione liquida”: cioè, quando ho un’ispirazione specifica cerco tra le sue splendide creazioni in ceramica – o le chiedo appositamente – ciò che può completare un mio progetto.

Guardiamo le cose molto spesso con gli stessi occhi e i suoi manufatti con il MIO plastic canvas sembrano legarsi alla perfezione anche quando prendono vita per ragioni diverse o momenti distinti.

Ho preso una delle meravigliose farfalle, di dimensione media, che lei aveva realizzato anche per me.

Un simbolo “dovuto”, per celebrare ulteriormente la delicatezza di un oggetto primaverile.
A me molto caro – chi mi segue da anni lo sa! – perché la farfalla è entrata in casa MagliaMo’ quando Giulia “ha spiccato il volo” un po’ in anticipo.

Ne ho scelta una contraddistinta da colori vivi ma sempre tratteggiati in modo armonico.
E ho lasciato che, incollata su un angolo, come fosse poggiata e pronta ad alzarsi in volo, completasse questa piccola storia di emozioni.

Tutto questo per dirti che:

Se scegli ingredienti di qualità ciò che non è originale si rivela INEDITO

Se fai attenzione ai colori pensando a trovare l’abbinamento corretto “alla tua cornice” che sia perfetto anche per “un’altra cornice” renderai la tua creazione UTILE oltre che ARMONIOSA

Se crei qualcosa che vuoi proporre anche ad amanti dell’hand-made che vogliono cimentarsi con questa tecnica, cosa c’è di più bello che dare loro le stesse opportunità che hanno le loro amiche che, pur amando lo stesso hand-made, lo preferiscono “già pronto” ?!?

Stesso filato, possibilità di scegliere con quale colore rifinire i bordi del porta kleenex (tra celeste, giallo, rosa fucsia, verde chiaro e cioccolato) e, non ultimo, abbinare la farfalla che più confà al proprio io (vivace come la mia o colorata di un tenue marrone come Anna Maria avesse poggiato sulle ali della farfalla un velo di pizzo).

In entrambi i casi, che tu riproduca il mio schema usando il MIO KIT o che tu mi chieda di realizzare il porta kleenex per te, trarrai la stessa gioia.
Aggiungendo al racconto di ciò che ha originato in me il desiderio di realizzare questa nuova storia in plastic canvas, la tua fantasia e le tue personali emozioni.

Questo è il MIO PLASTIC CANVAS

Sarò felice di fartelo vedere, toccare ed “ascoltare” tutte le volte che vorrai.

 

Scopri QUI in che modo farmi la tua richiesta.

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