mia-lista-delle-cose-IN-e-OUT

Se anche tu come me, concentrandoti bene, riesci a scoprire che ci sono sempre cose IN da celebrare anche nel periodo più brutto della tua vita, oggi sei davvero nel posto giusto!

Io celebro sempre le vittorie, le gioie, le opportunità, grandi o piccole che siano, perché su quelle faccio anche leva per superare gli ostacoli.

Infatti, quando ho deciso di riprodurre* questo gattone segna-porta con i simboli dell’IN e dell’OUT, sono andata oltre l’uso comune che tutti facciamo di questi simboli.
E ho visto la lista di cose che mi piacciono e quelle che proprio non mi piacciono.

*Hai letto bene : RIPRODURRE. Non è un mio tutorial ma è un tutorial americano che mi piace tanto!

 

Per questa ragione, voglio condividere con te la lista di cose IN e qualcuna OUT che la città che sto per lasciare mi ispira.

 

IN tutta la vita al primo dono per il quale ho scelto di venire a vivere a Modena e rimanerci quasi 13 anni (un record per me!) : il mio compagno.
Tranquilla, non credo nell’uomo perfetto e lui ha pochi ma belli e tosti difetti.
Ma lui è il mio COMPAGNO, nel senso letterale che questo termine può assumere.

 IN aver seguito il consiglio e lo sprone della mia amica Francesca e aver reso il mio amore per l’hand-made in plastic canvas qualcosa di più.
Avrei potuto essere più concentrata nel mettere in evidenza la mia passione e i suoi risultati, avrei potuto forse evitare che qualcuno cavalcasse l’onda tracciata da me.
Ma come ogni cosa anche questa ha il suo tempo e da due anni a questa parte è tempo prezioso, ben speso e ancora da investire.

IN perché avendo messo al primo posto la famiglia, ho saputo trovare lati positivi nel mio lavoro diversi dal passato, perdurando in ufficio per 10 anni (prima ero molto più spesso in trasferta e poco presente in casa)

IN – suonino le trombe – aver celebrato qui la nascita della mia bimba 6 anni fa.
Non importa come, quando e se l’ho vista dopo 3 giorni.
E’ la ragione per la quale valuto più di prima ciò che mi rende indecisa, mi muovo a passi felpati ma sicuri, evito di contrappormi dove non serve e sorrido ancora più di prima, mi batto per la verità e la giustizia.

IN perché uno degli eventi ai quali rimarrò più legata – tornando al mio lavoro creativo – è FILI SENZA TEMPO, la cui curatrice, Tania Santarelli, è modenese.
E’ stato facile seguirla – partecipando a varie edizioni – perché la cosa che mi è sempre piaciuta di lei è, a mio modo di vedere, aver svecchiato il ricamo classico, rendendolo accessibile anche a chi non avrebbe mai immaginato potesse piacergli.

IN alle pochissime amiche e conoscenti che ho trovato qui.
Ognuna di loro mi ha dato qualcosa.
E ciò che ognuna di loro ha ricevuto da me spero rimanga a loro quanto a me.

IN  a questo appartamento che mi è per tanto tempo sembrato una scatola dove sentirmi “custodita” ma non “coccolata”, perché non era a misura nostra ma di un’altra persona. Oggi faccio fatica a lasciarlo andare perché è comunque parte di me.

IN alla vita che ha regalato alla mia Marghe, che qui con noi ha ritrovato serenità, amore, presenza, vicinanza, famiglia.

 

Ci mettiamo solo due OUT, giusto per non rovinare l’atmosfera.

OUT ad un’azienda, fatta di persone, che pensava, dopo 10 anni, di potermi togliere qualcosa.
Senza sapere che, invece, mi ha fatto un grande dono. Combattendo per il mio rispetto e quello di mia figlia, ho ritrovato in me stessa il vero valore di ciò che sono e di ciò che so fare.

OUT  a chi ha trovato in me una persona cui affidarsi per poi all’improvviso non avere più bisogno.
Sentirsi dire per la seconda volta nella mia vita “tu non hai bisogno di me, non stai male” è la cosa peggiore del mondo.
Lock-down o no, io ero ripartita provando a dimenticare. Ma non mi sono accorta che ero ancora sola.

 

Ciao Modena!

Verrò a trovarti ogni tanto.
Custodisci ciò che resta della mia Marghe, mentre io porterò con me la sua essenza.