Amare-un-animale-fa-bene-al-cuore

Io credo fortissimamente ai segnali che mi arrivano quando sto facendo qualcosa che mi coinvolge a 360°, che sconvolge la mia routine, nel bene o nel male.

In questi giorni mi sto dedicando alla chiusura degli scatoloni in vista del trasloco imminente.

Non ho mai amato profondamente la casa che lascerò qui a Modena.
La ragione più importante è che non l’ho mai sentita veramente “nostra”.
Non nel senso materiale del termine, intendiamoci.
Ma nel senso di famiglia.

Pochi sono gli angoli che sono riuscita a “personalizzare”, complice l’eccessiva razionalità del mio compagno, che pensa che “i mobili sono mobili” o “cosa te ne fai di un altro armadio” (lui che veste 24 h su 24 con le divise da chef e in quanto chef non ha spazio per dedicarsi ad altro e non è più neanche bambino!)

Ma in queste ultime settimane spogliarla dei contenuti mi ha fatto capire che sono legata.

Sono legata al mio “angolo creativo”, quello dove tuttora trascorro le poche ore della giornata a rilassarmi, anche solo scrivendo un post come questo
Sono legata alla mia camera da letto, che vedo spoglia da quando ho tirato giù le adorate tele di Klimt che erano sul capezzale.
Pensa che mi sono divertita a girare il letto in un’altra posizione e ho scoperto quanto altro spazio avremmo guadagnato a farlo (“ma perché devi girare il letto volgendo la testiera dove potresti sentire più freddo?” – le analisi fredde, appunto, del mio compagno)

Poi è successa una cosa meravigliosa che mi ha lasciato senza parole.

8 anni fa feci realizzare da Viviana Schettini (una volta conosciuta in arte come Cicoria) una spilletta in tessuto decorata con l’immagine che le avevo fornito di Marghe, la mia adorata cagnona

Ricordi-eterni-di-amore-puroVolevo preservarne il ricordo. Tanto lo preservai da non trovarla più!
Soprattutto quando Marghe morì ed io ne sentivo quasi la necessità.

Svuotando un cassetto pieno zeppo di cancelleria, ecco che mi viene davanti agli occhi.
Per un attimo ho rivisto Marghe in sala, quando giocavamo con la bottiglia di plastica ed io la rimproveravo perché la doveva frantumare fino a procurarsi piccoli taglietti in bocca.

Adesso tengo la spilla a vista, la guardo mentre faccio gli altri scatoloni.

Poi è successa un’altra cosa, il vero segnale.

Mentre liberavo l’armadio di Simone, sento cadere una cosa metallica per terra.
E’ caduto il ciondolino che raffigura lei dal mio braccialetto (mai successo in due anni)…

E il vortice di sensazioni mi ha assalito.

Come ho fatto a non pensare che questa è stata casa nostra, quella vera, quella giusta, dove entrambe abbiamo trovato amore (Simone l’ha adorata fin da subito!), dove lei ha trovato una morte serena tra le mie braccia, dove abbiamo pianto la sua scomparsa per ore.
Da dove stiamo andando via lasciandola qui.

Lei non sa che ho scelto di portare con noi, nella casa dove andremo temporaneamente, solo due cornici : una è quella dove c’è la nostra foto insieme
Lei non sa che mi guardo le sue foto sul PC ogni tanto e penso che sono stata fortunata.
Marghe ha dovuto sostenermi diverse volte nella nostra vita insieme ma non si è mai piegata.
Che darei per farle i grattini sul busto, come le piaceva tanto?!?
Lei non sa che vedo ancora come un tradimento dedicare amore ad un altro cane.
Io non so amare se non incondizionatamente e devo sentirmi pronta per farlo.
Perciò lo dimostro in altro modo : ho donato le sue cose ad un canile, se devo fare raccolta viveri per cani e gatti abbandonati nel mio piccolo la faccio, se sento di sorridere ad un altro cane col suo padrone lo faccio.
Che poi tutti i padroni sembrino bastonati a distanza è un altro discorso (un sorriso è un sorriso, non è un richiamo o una carezza, solo un gesto del volto amichevole!)

Cosa c’entra tutto questo con la mia creatività?

Anche questa è una storia della mia vita.
Ricordi quell’ottanio che compare nella mia granny del portachiavi? Portachiave plastic canvas Magliamo'E’ LEI, in mezzo ad altri intrecci inestricabili che sono gli altri elementi portanti della mia famiglia, della mia vita.

Ecco perché dico sempre che non creo manufatti fini a sé stessi ma manufatti che racchiudono storie.

E se io ho ne ho una così, tu ne avrai altre altrettanto belle o profonde da raccontare.

E il bello sarà che il significato di quell’oggetto lo saprai SOLO TU e le persone alle quali TU lo vorrai raccontare.

 

 

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