giovedì 29 agosto 2013

Il secondo ingrediente del "plastic canvas" : il Filato

trenino

Quando ci si avventura nella realizzazione di una creazione in plastic canvas, la scelta del filato,  non è per nulla da trascurare, se puntate ad una resa di buona qualità!


Gli Americani - che hanno la paternità di questa tecnica - consigliano l'uso di FILATO ACRILICO al 100%

Le ragioni sono poche ma fondamentali :
- è l'unico filato che, a contatto con il plastic canvas, non sfilaccia;

- è l'unico filato che, proprio per la sua composizione, non stinge quando laviamo qualcosa (ricordate la storia del mio primo cubo ??? I colori sono come nuovi!!)

- è ATOSSICO : cosa da non trascurare quando i ns.giochi di plastic canvas finiscono in bocca, inevitabilmente, dei nostri bambini!
E quando dico "bambini" mi riferisco anche a noi grandi che infiliamo in bocca coperchi di matite e penne (perchè anche quelle si fanno e possono fare in plastic canvas : consultate questo link!)

Il filato acrilico americano è diverso da quello in commercio in Italia : forse più permeante per la sua maggiore rigidità, ma, allo stesso tempo, più opaco.
Perciò, in una creazione dove il colore ha un ruolo fondamentale nel dare risalto alla forma penalizza parecchio il risultato!

Il filato acrilico italiano se ha il vantaggio di essere più morbido, più lucido di quello americano, con una gamma di colori quasi infinita (da quando le case produttrici hanno valutato la diffusione dell'uso fattone) richiede, da parte di chi lo acquista, un occhio particolare allo "spessore" del filo ....

Pur essendo tutti descritti come adatti ai ferri n.3, ogni casa produttrice si muove diversamente e, nel caso del plastic canvas, comporta fare una scelta :

- più sottile: in alcuni casi lavorerò in doppio tutte le mie creazioni (maggior spreco di filato)
- più spesso: ne uso quanto basta...

Io li ho, ovviamente, provati quasi tutti e, alla fine, ho scelto quello che propongo anche nel mio shop :  il DANY della BBB Filati


collagefilati

cotonelanato
immagine WEB

Negli anni, ho incontrato poche ma valide alternative:


1) le matassine di COTONE LANATO . Ogni tanto inciampano sulla tela, ma se le avete già in casa e siete lì lì pronte per iniziare col plastic canvas, approfittatene per iniziare da una creazione più piccola, come il coprimatite o un piccolo cubo portachiavi, ad esempio!


L'esperienza mi ha fatto valutare che i filati da adoperare, in alternativa all'acrilico 100%, debbano avere tutte un MINIMO COMUNE DENOMINATORE :una percentuale acrilica!

2) filati acrilici almeno al 70%. Purtroppo in molti casi, il filo raddoppia lo spessore e non sempre si riesce ad usarli come si vorrebbe...

3) La RAFIA : il mio secondo amore!







rafia2
immagine WEB
Soprattutto d'estate è perfetta per "impreziosire" le vostre creazioni!
Consiglio quella sintetica sì, ma con "effetto stropicciato" (come nella foto)...



rafia4
immagine WEB

Anche quella di quest'altra foto può essere adoperata, ogni tanto.
Sicuramente è più economica, ma ha un "effetto piano" del filo che acconsente, sul plastic canvas, alla realizzazione di piccoli dettagli....

Oltre al fatto che, nel passare attraverso i fori, è più facile si spezzi!








E poi ancora il filato lurex (ideale per i dettagli natalizi), quello fosforescente (perfetto per la realizzazione di dettagli "visibili anche al buio"!) e chissà quanti altri ancora esistono da provare ....


Se ancora non l'avevate intuito, ho appena lanciato un ulteriore invito per provarci anche voi ! ;-)




Vado giusto a rifinire "una cosina" mentre aspetto i vostri commenti....


1 commento:

  1. Tutto molto interessante ed ho notato anche un'altra cosa, i filati che ci suggerisci di usare non hanno il pelo, mentre la maggior parete di quelli in commercio, con percentuale acrilica, ne hanno, e l'effetto non è bellissimo...
    anche io ho adoperato il cotone lanato dmc, l'effetto è sicuramente molto bello ma ha un costo decisamente più elevato.
    Grazie per questi utili consigli.
    Un abbraccio Giovanna

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